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Lo stress lavoro-correlato, se non gestito, risulta molto costoso in primis per i lavoratori, ma anche per le aziende e, di riflesso, per l’intera economia. Affrontare i rischi psicosociali del lavoro costa meno che ignorarli. È questa la conclusione del recente rapporto dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro che riassume i costi dello stress e dei rischi psicosociali.

I costi per le organizzazioni sono legati all’assenteismo ma anche al fenomeno opposto, il cosiddetto “presenteismo”, quando il personale si reca a lavorare anche se non è in grado, psico-fisicamente, di essere efficiente. Ridotta produttività, quindi, ed elevato ricambio (turnover) del personale, incidenti e infortuni, premi assicurativi, conflitti, svilimento della reputazione dell’azienda.

Per quanto concerne i lavoratori, lo stress provoca gravi problemi di salute mentale e malattie cardiovascolari o muscolo-scheletriche. Tutto ciò ha un costo, rappresentato oltre che da quello eclatante e principale del danno alla salute, dal reddito più basso e dalla ridotta qualità della vita. Spese sanitarie e scarsi risultati incidono, in ultima analisi, sulle economie nazionali e sulla società in generale.

Stress lavoro-correlato: calcolo dei costi

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