Cultura locale e qualità della convivenza

La cultura genera convivenza e — se non riconosciuta — da risorsa può diventare un limite per lo sviluppo della comunità e per l’instaurarsi di relazioni produttive piuttosto che possessive. Quando il contesto richiede un prodotto, inesorabilmente fondato sulla convivenza, la conoscenza delle dinamiche che la determinano innesca cambiamenti. Altrimenti queste stesse dinamiche, non rilevate ed analizzate, vengono agite emotivamente e non permettono creazione. Se non vi è convivenza, non vi è sviluppo nonostante il contesto lo chieda proprio attraverso quelle stesse dinamiche che, invece di essere pensate, vengono messe in atto.

Come afferma R. Carli “le trasgressioni al convivere, in definitiva, sono miti, in quanto agiscono emozioni senza relazione con la realtà”. Quando il mito incontra la realtà (che richiede sempre un prodotto), si passa dall’appartenenza alla socialità. Ciò è possibile solo rilevando e analizzando le componenti della Cultura Locale, risorsa per la mediazione tra appartenenza ed estraneità, mito e realtà.

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